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Studio dell'Avvocato Giuseppe Pipicella
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Area di attività

Crisi d'impresa e continuità aziendale

Vi affianchiamo negli strumenti di allerta, composizione e continuità: la crisi si affronta con quello che è stato predisposto prima.

Il codice della crisi ha spostato il baricentro. L'obbligo non scatta quando l'impresa è insolvente, ma prima: ogni imprenditore che opera in forma societaria deve dotarsi di assetti adeguati a rilevare tempestivamente lo squilibrio e ad attivarsi senza indugio. È un obbligo di organizzazione, e la sua violazione fonda la responsabilità personale degli amministratori.

Lavoriamo su due piani. In prevenzione, costruiamo l'assetto e la documentazione che dimostra la diligenza dell'organo amministrativo. In emergenza, ci muoviamo per proteggere la continuità: strumenti di composizione, misure protettive, rinegoziazione del debito e messa in sicurezza delle persone.

La finestra si chiude in fretta

Ogni settimana di attesa riduce le alternative. Con la cassa ancora sufficiente a coprire alcuni mesi si può negoziare, ristrutturare, cedere un ramo, far entrare un investitore. Con la cassa esaurita restano soltanto le procedure. La differenza tra i due scenari è quasi sempre di novanta giorni e di una decisione presa in tempo.

Domande frequenti

Crisi d'impresa: le domande che ci fanno più spesso

Cosa sono gli adeguati assetti e chi deve averli?

Sono l'insieme di procedure, controlli e strumenti di misurazione che consentono di rilevare tempestivamente squilibri patrimoniali o finanziari e la perdita della continuità aziendale. L'obbligo riguarda ogni imprenditore che operi in forma societaria o collettiva, indipendentemente dalle dimensioni, e ricade sull'organo amministrativo. In concreto significa avere budget di tesoreria aggiornati, monitoraggio degli indici di crisi e verbali che documentino le verifiche svolte.

La composizione negoziata rende pubblica la crisi?

No, si svolge in via riservata. L'imprenditore accede tramite piattaforma telematica e viene affiancato da un esperto indipendente che facilita le trattative con i creditori; il percorso non è pubblico, salvo che l'imprenditore chieda misure protettive del patrimonio, che vengono iscritte al registro delle imprese. Per questo la riservatezza è piena finché non serve la protezione dalle azioni esecutive dei creditori.

Un amministratore risponde con il proprio patrimonio?

Può accadere. L'amministratore che, in presenza di una causa di scioglimento, prosegue l'attività in modo non conservativo e aggrava il dissesto risponde verso la società, i creditori sociali e i terzi. È il motivo per cui il primo intervento in una situazione di tensione non è finanziario ma documentale: ricostruire cosa il consiglio sapeva, quando lo ha saputo e quali decisioni ha assunto di conseguenza.

Hai un'impresa? Parliamo di come proteggerla e farla crescere.

Il momento giusto per chiamare un avvocato è prima di averne bisogno. Un primo confronto serve a capire se e come possiamo essere utili: non impegna a nulla.