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Studio dell'Avvocato Giuseppe Pipicella
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Mi hanno fatto un'offerta per la mia azienda: cosa fare adesso

«mi hanno fatto un'offerta per la mia azienda»

A cura dell'Avv. Giuseppe PipicellaAggiornata al 8 min di lettura

In breve

Davanti a un'offerta non sollecitata la prima regola è non firmare nulla che contenga un'esclusiva o una manifestazione di interesse vincolante prima di aver verificato chi è il compratore, come finanzia l'acquisto e su quali assunzioni è costruito il prezzo. La seconda è non consegnare dati sensibili prima di un accordo di riservatezza adeguato, soprattutto se chi propone è un concorrente. La terza è verificare se esistono altri potenziali acquirenti: un'offerta isolata non è una trattativa, e senza alternative il prezzo non sale.

Perché la prima offerta è quasi sempre bassa

Un'offerta non sollecitata arriva perché qualcuno ha già deciso che vi vuole comprare. Questo è un vantaggio, ma solo se lo trattate come tale. Chi propone per primo lo fa in un momento che ha scelto lui, con informazioni che ha raccolto lui e con un prezzo costruito sull'ipotesi che non abbiate alternative da valutare.

Il compratore esperto sa che il venditore alla prima esperienza si affeziona rapidamente all'idea della vendita. Una volta che avete iniziato a immaginare la vita dopo, il costo psicologico di dire no cresce a ogni settimana che passa. È esattamente per questo che le esclusive lunghe vengono chieste all'inizio.

Le sette verifiche prima di rispondere

  1. Chi è davvero il compratore. Un concorrente, un fondo, un gruppo estero, un intermediario che non ha ancora un cliente. Cambia tutto: prezzo, riservatezza, probabilità che l'operazione arrivi in fondo.
  2. Come finanzia l'acquisto. Mezzi propri, debito bancario da ottenere, raccolta ancora da chiudere. Un compratore che deve ancora finanziarsi può far slittare l'operazione di mesi o farla saltare dopo che avete già aperto i libri.
  3. Su quali assunzioni è costruito il prezzo. Quale EBITDA, normalizzato come, con quale posizione finanziaria netta e quale capitale circolante di riferimento. Un prezzo senza queste variabili esplicitate non è un prezzo.
  4. Cosa vuole da voi dopo. Permanenza per due anni, earn-out, non concorrenza. Sono elementi che valgono quanto il prezzo e vanno messi sul tavolo subito, non alla fine.
  5. Esistono altri compratori. Anche solo verificarlo cambia la vostra posizione negoziale. Un processo competitivo, anche ristretto a tre soggetti, produce condizioni diverse.
  6. L'azienda è pronta per una due diligence. Se non lo è, ogni criticità emergerà sotto trattativa, quando sistemarla non è più possibile e vale solo come sconto.
  7. Volete davvero vendere adesso. Domanda banale e decisiva: l'offerta ha creato l'intenzione, o l'intenzione c'era già?

Trasformare un'offerta in una trattativa

La risposta corretta a un'offerta interessante non è né sì né no: è una controproposta di processo. Si accetta di approfondire, si concordano regole — riservatezza adeguata, informazioni rilasciate per stadi, tempi definiti — e ci si prende il tempo necessario per verificare se esistono altri interlocutori. Un compratore serio accetta questo percorso senza difficoltà. Un compratore che pretende esclusiva immediata e accesso completo ai dati sta cercando un'asimmetria, non una trattativa.

Il rischio specifico del compratore concorrente

Quando la proposta arriva da un concorrente, l'operazione ha un rischio che le altre non hanno: se non si chiude, il concorrente ha comunque acquisito la mappa completa della vostra azienda. Marginalità, clienti principali, condizioni di fornitura, persone chiave. Per questo il rilascio delle informazioni va costruito a stadi, con i dati più sensibili aggregati o anonimizzati fino alla fase finale, e con vincoli espressi di non sollecitazione del personale e dei clienti.

Guida PDF + checklist

Vendere l'azienda: guida e checklist due diligence

Il percorso completo dalla preparazione al closing, con la checklist dei documenti che il compratore vi chiederà in due diligence.

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Domande frequenti

Devo rispondere subito a un'offerta di acquisto?

No, e la fretta è quasi sempre una leva negoziale della controparte. Una risposta interlocutoria che manifesta interesse ad approfondire senza assumere impegni è pienamente legittima e vi lascia il tempo di verificare il compratore, valutare l'azienda e capire se esistono alternative. Le sole cose che conviene fare rapidamente sono proteggere la riservatezza e farsi assistere.

Posso parlare con più compratori contemporaneamente?

Sì, finché non avete concesso un'esclusiva. Anzi, è la scelta che produce il maggior impatto sul prezzo: un processo competitivo, anche informale e limitato a pochi soggetti, cambia radicalmente la dinamica. L'esclusiva va concessa solo in una fase avanzata, per un periodo breve e in cambio di condizioni definite.

Cosa rischio se do i miei dati a un concorrente che poi non compra?

Rischiate di aver trasferito gratuitamente informazioni strategiche: marginalità, clienti, fornitori, costi, persone chiave. Un accordo di riservatezza ben scritto riduce il rischio ma non lo elimina, perché il danno da divulgazione è difficile da provare. Per questo la protezione vera è procedurale: informazioni per stadi, dati sensibili aggregati fino alla fase finale, clausole di non sollecitazione di dipendenti e clienti, e penale predeterminata che renda la sanzione concretamente azionabile.

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